Tesla: il costo della ricarica sale del 35%, conviene ancora?

Tesla ha annunciato un balzo per il costo della ricarica nelle stazioni Supercharger in Europa. Vediamo se conviene ancora comprare un auto elettrica

Il costo che i possessori di una Tesla in Europa dovranno sostenere per la ricarica presso la rete Supercharger fa registrare un balzo. Lo ha comunicato tramite un’email ai clienti la stessa azienda di Palo Alto nella quale li invita a controllare i nuovi prezzi, che possono variare da Paese a Paese.

I costi in media hanno subito un rincaro del 35% di circa 12 centesimi a kWh. In Italia il rialzo è stato di 17 centesimi, passando da 0,49 a 0,66 euro per kWh. I Supercharger sono per il momento riservati ai proprietari di auto Tesla e non vi sono convenzioni o altre forme agevolative. Recentemente, però, l’azienda ha valutato di allargare la possibilità di ricarica anche ad auto elettriche non facenti parte della scuderia dell’azienda.

Tesla: il costo della ricarica è ancora conveniente?

Non si tratta della primo incremento dei costi di ricarica da parte di Tesla. Una mossa simile era già stata attuata nel 2019, quando le colonnine hanno visto un rincaro da 0,24 a 0,33 euro a kWh. Quest’anno si è arrivati a 0,49 euro, prima dell’ultimo aumento.

Ciò comporta che, per percorrere 20 km con una Model Y sono necessari 2,2 euro. Il pieno, con una batteria da 75 kWh, dovrebbe quindi costare circa 50 euro e permettere di fare 450-500 chilometri. Si tratta di numeri non lontani da quelli che vengono sostenuti dai possessori di auto con motore Diesel o full hybrid (o plug-in hybrid).

Auto elettriche: transizione energetica rischia rallentamento

Tempi duri quindi per i possessori di auto con motore a combustione, alle prese con i salassi energetici alle pompe di benzina e ai distributori di gas. Si è portati a pensare che possedere un veicolo elettrico in momenti come questi possa comportare dei vantaggi economici. In realtà, occorre fare una riflessione.

Come vengono alimentate le batterie delle vetture elettriche se non con forme di energia che derivano per lo più dai combustibili fossili? Questo implica che nel momento in cui sale il prezzo di gas e petrolio, diventa più costoso ottenere elettricità per caricare le auto.

Quindi, con il prezzo dell’energia in salita, come fa una persona comune a permettersi un’auto elettrica che già di suo presenta un costo di acquisto più elevato? Se a questo si aggiunge il fatto che proprio società come Tesla hanno aumentato il prezzo dell’auto perché le batterie costano di più per via della crisi alla catena di approvvigionamento, è chiaro che la decantata transizione energetica nel settore automobilistico rischia di subire rallentamenti evidenti.

In Italia, attualmente, i veicoli green rappresentano solo una piccola percentuale di quelle circolanti. Il processo di crescita procede lento, ma avanza grazie anche a incentivi e pressioni nei confronti delle case automobilistiche da parte delle istituzioni. Il problema è che in una situazione così precaria come quella che il Paese sta vivendo dal punto di vista economico, ulteriori inasprimenti sul proprio bilancio familiare, di qualunque natura essi siano, non sono tollerati e ammessi.

Tesla: il progetto europeo delle stazioni di ricarica

Ad ogni modo, Tesla sta procedendo nell’apertura di nuove stazioni Supercharger in Europa. In Islanda pochi giorni fa ha inaugurato 10 stazioni, dislocate in tutto il territorio nazionale, che si vanno ad aggiungere a quelle già presenti in Stati come Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Germania, Lussemburgo, Regno Unito, Spagna, Svezia e Svizzera.

Tutto ciò rientra nel progetto pilota realizzato nel novembre dello scorso anno in Olanda e che prevede una graduale apertura delle Supercharger anche alle auto elettriche di altri brand. Adesso il programma dovrà essere espanso in Nord America, ma ci sarà bisogno di un adattatore per i veicoli non Tesla. Entro la fine dell’anno il progetto potrebbe essere finalizzato.

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