Borsa, Europa positiva, Ftse Mib il migliore. Cresce il rischio per la Bce di tassi al 2% o oltre

L’euro recupera terreno sul dollaro in attesa di De Guindos e Schnabel (Bce). Pil Uk +0,2% a luglio, delude la produzione industriale. Vendite su petrolio e gas (sotto 200 euro). Bene Mps, Poste e gli industriali, non le utilities e Avio 

Borse europee in rialzo in avvio di seduta (+0,61% il Dax, +0,51% il Cac40, +0,35% il Ftse100 e +0,75% a 22.261 punti il Ftse Mib) alla vigilia del dato sull’inflazione negli Stati Uniti, mentre cresce il rischio per la Bce di dover alzare il tasso di riferimento al 2% o oltre per frenare l’inflazione record nella zona euro (al 9,1% ad agosto), nonostante una probabile recessione. Chiuse per festività le borse di Hong Kong, Shanghai, Taipei e di Seul, il Nikkei della Borsa di Tokyo ha terminato la seduta con un +1,2% con i titoli del settore viaggi in luce grazie alle nuove indiscrezioni di un ammorbidimento delle regole anti-Covid.

Futures di Wall Street in leggero rialzo alla vigilia del dato sull’inflazione negli Stati Uniti

Il future sul Dow Jones guadagna lo 0,18% e quello sull’S&P500 lo 0,24% con il rendimento del Treasury Usa a 10 anni in aumento al 3,339% in vista, appunto, dei dati sull’inflazione statunitense previsti per martedì 13 settembre, importanti in chiave Fed. L’atteso rallentamento all’8,1% dall’8,5% di agosto non dovrebbe incidere sulla decisione della Fed di alzare di ulteriori 75 punti base i tassi alla prossima riunione del 21 settembre. Solo in caso di un rallentamento sotto l’8%, secondo Mps Capital Service, il mercato rivedrebbe le stime sul percorso di rialzi. I mercati scontano a oltre il 90% di probabilità di un rialzo dei tassi di 75 punti base da parte della Fed la prossima settimana. Intanto il mese prossimo l’amministrazione Biden intende ampliare le restrizioni sulle forniture alla Cina di chip Usa, secondo quanto riferito all’agenzia Reuters da diverse fonti a conoscenza della vicenda. 

Bce, cresce il rischio di dover alzare il tasso di riferimento al 2% o oltre. L’euro si rafforza

Mentre l’euro recupera ancora terreno sul dollaro (vale 1,012, +0,99%) sulle aspettative di un ulteriore forte aumento dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea dopo quello storico da 75 punti base della scorsa settimana all’1,25%. Infatti, secondo i governatori della Banca centrale europea cresce il rischio di dover alzare il tasso di riferimento al 2% o più per frenare l’inflazione record nella zona euro, nonostante una probabile recessione, come hanno riferito all’agenzia Reuters alcune fonti.

Secondo queste fonti, i banchieri centrali si stanno preparando a una recessione quest’inverno e a una crescita economica più debole l’anno prossimo rispetto alla proiezione ufficiale dello 0,9%. Tuttavia, alcuni sono confortati dalla solidità del mercato del lavoro, che dovrebbe attutire l’impatto dell’aumento dei tassi, hanno aggiunto le fonti. I governatori hanno anche avviato una discussione sulle decine di miliardi di euro che la Bce è tenuta a versare alle banche sulle loro riserve in eccesso, ora che il tasso sui depositi è di nuovo positivo (è stato alzato da zero allo 0,75%). Lo spread Btp/Bund sale a quota 233 punti base e il rendimento del Btp 10 anni resta sopra il 4% al 4,072%.

Parlano Luis De Guindos e Isabel Schnabel

C’è dunque attesa per gli interventi del vice presidente della Bce, Luis De Guindos, e di Isabel Schnabel, altro membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea. “Non se, ma quando. Il rialzo dei tassi in Europa è una strada tracciata, il punto è prevedere l’intensità e la durata della nuova politica monetaria europea, basata sul mea culpa di Christine Lagarde per non avere previsto che l’inflazione sarebbe stata duratura anziché temporanea”, ha commentato Fabrizio Barini di Integrae Sim per il quale maggiore sarà la fiducia del mercato sugli effetti di questo cambio di strategia, minore il livello di volatilità e i danni collaterali per i mercati.

Pil Uk +0,2% a luglio, delude la produzione industriale

Scarna l’agenda macro. Alle 10:00 è prevista la produzione industriale a luglio dell’Italia (precedente: -2,1% mese su mese; previsione: +0,5% mese su mese). Già pubblicato prima dell’apertura a luglio il pil della Gran Bretagna ha registrato un aumento dello 0,2% su base congiunturale. Su base tendenziale l’aumento è stato del 2,3%. A giugno il Pil inglese aveva fatto registrare una flessione dello 0,6%. Nello stesso mese, invece, la produzione industriale della Gran Bretagna è calata dello 0,3% su base mensile ed è cresciuta dell’1,1% a livello annuale a luglio. La lettura ha deluso il consenso degli economisti che si aspettavano un dato in aumento dello 0,2% mese su mese e dell’1,7% anno su anno. La produzione manifatturiera, sempre a luglio, è poi salita dello 0,1% su base mensile ed è aumentata dell’1,1% a livello annuale (+0,2% mese su mese e +1,3% anno su anno le stime del consenso degli economisti).

Vendite sulle materie prime, anche sul gas

Tra le materie prime si registrano vendite sul petrolio (Wti -0,91% a 86 dollari al barile e Brent -0,65% a 92,24 dollari al barile), non sull’oro (+0,08% a 1.729 dollari al barile). Mentre dopo il vertice straordinario sull’energia della scorsa settimana, che non ha portato a punti di svolta sul tetto al prezzo del gas (-5,8% a 195 euro a megawattora), in un’intervista a Repubblica il ministro Cingolani ha detto che “mettere un tetto solo a quello russo non ha senso”.

A Milano molto bene Mps, Poste e gli industriali, non le utilities e Avio

Sul listino milanese salgono, comunque, i titoli oil come Eni (+0,34% a 11,72 euro), Saipem (+1% a 0,6816 euro) e Tenaris (+0,86% a 14,15 euro), più deboli le utilities come Enel (+0,51% a 4,88 euro), Snam (-0,34% a 4,74 euro), Terna (-0,62% a 7,06 euro) e Italgas (-0,10% a 5,19 euro). Tra le banche Mps balza del 3,93% a 0,3176 euro visto che Maurizio Leo, responsabile economico di Fratelli d’Italia, ha detto a Bloomberg che la banca senese dovrebbe rinviare l’aumento di capitale in attesa del nuovo governo.

Nel frattempo,  Anima (+1,58% a 3,35 euro) si è detta disponibile a partecipare all’aumento di capitale da 2,5 miliardi, ma al momento non ci sono trattative in merito. La società di risparmio gestito potrebbe contribuire con 150-250 milioni di euro, secondo una fonte citata da Reuters. In evidenza pure Bper Banca (+2,81% a 1,5915 euro) che ha raggiunto il 96% del capitale sociale di Carige: il delisting delle azioni della banca ligure è previsto a partire dalla seduta del 20 settembre.

Tra gli industriali, Pirelli segna un +0,81% a 3,85 euro, Leonardo un +1,17% a 7,75 euro e Stellantis, che ha raggiunto un accordo di massima con il sindacato nell’impianto produttivo di Kokomo in Indiana, un +1,59% a 13,5 euro. Mentre Avio arretra del 3,51% a 12,08 euro dopo aver registrato una flessione dell’ebitda adjusted del 46% nel primo semestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2021 e aver rivisto al ribasso la guidance. In giornata il cda di Seco (+1,12% a 4,52 euro) sui conti del primo semestre 2022. Inoltre, si ricorda che inizia l’opa di Poste (+1,34% a 8,32 euro) su Sourcesense, terminerà il 14 ottobre. Infine, Campari cede lo 0,08% a 9,54 euro con Deutsche Bank che ha tagliato il target price a 10,25 euro. (riproduzione riservata)

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