Gas, crolla la domanda dell’Ue. Gazprom apre ancora di più i rubinetti verso la Cina

In 7 mesi il consumo di gas nei 27 paesi dell’Unione Europea è diminuito di 31 mld di metri cubi. +60,9% l’export verso la Cina. Peskov: la Russia può far poco per aiutare con la riparazione del Nord Stream 1. Prezzi oltre 200 euro | Parla il ceo dell’Eni, Claudio Descalzi: cosi fermeremo la Russia in Africa

Aumentano le preoccupazioni in Europa per l’impatto delle limitazioni delle forniture di gas nei mesi a venire. “Con la crisi energetica aumentano i rischi: non solo di un indebolimento della domanda e di riduzione delle scorte che nei prossimi mesi provocheranno un’accelerazione del tasso di contrazione della produzione manifatturiera, ma anche di una riduzione degli approvvigionamenti di energia che agiranno da ulteriore freno al settore”, ha sottolineato Chris Williamson, Chief Business Economist di S&P Global Market Intelligence, commentando l’indice sulla produzione manifatturiera dell’Eurozona, sceso a luglio a 46,3, il minimo da oltre due anni, mentre il prezzo del gas europeo sale del 5,28% a 201 euro a megawattora dopo essere salito la scorsa settimana oltre quota 220 euro.

La Russia ha già sospeso le forniture di gas a Polonia, Bulgaria, Finlandia, Olanda e Danimarca e dal 30 luglio anche alla Lettonia “a causa della violazione delle condizioni per il ritiro del gas”. L’azienda energetica lettone, Latvijas Gaze, ha detto che il Paese stava acquistando gas dalla Russia, ma non da Gazprom e che avrebbe pagato in euro anziché in rubli, come invece richiesto.

In 7 mesi il consumo di gas nei 27 paesi dell’Unione Europea è diminuito di 31 miliardi di mc

La diminuzione del consumo di gas nell’Ue è diventata un fattore chiave nella riduzione della domanda mondiale. Secondo le prime stime preliminari e i dati operativi disponibili, il calo della domanda mondiale di gas per i primi sette mesi è stato di circa 35 miliardi di metri cubi rispetto allo stesso periodo del 2021. Allo stesso tempo, il consumo di gas nei 27 paesi dell’Unione Europea è diminuito di 31 miliardi di metri cubi nello stesso periodo. Secondo Gas Infrastructure Europe, al 30 luglio le riserve di gas negli impianti europei di Ugs (impianti di stoccaggio sotterranei) sono state reintegrate di 42,8 miliardi di metri cubi. Per raggiungere il livello di occupazione Ugs dell’inizio della stagione di ritiro 2019/2020, le aziende dovranno pompare altri 29,6 miliardi di metri cubi. Allo stesso tempo, in alcuni paesi europei, ad esempio in Germania e in Belgio, in alcuni giorni di luglio, il prelievo di gas dagli impianti di stoccaggio ha superato l’immissione.

Gazprom: in 7 mesi produzione di gas -12%

Nel complesso, nel periodo gennaio-luglio il colosso russo Gazprom, secondo i dati preliminari, ha prodotto 262,4 miliardi di metri cubi di gas, il 12% (35,8 miliardi di metri cubi) in meno rispetto allo scorso anno. La domanda di gas dal sistema di trasporto del gas nel mercato interno in questo periodo è diminuita del 2% (di 3 miliardi di metri cubi). Le esportazioni verso i paesi non aderenti alla Comunità degli Stati indipendenti sono state pari a 75,3 miliardi di metri cubi, -34,7% (40 miliardi di metri cubi) rispetto allo stesso periodo del 2021.

Export verso la Cina +60,9%

Sono, invece, cresciute verso la Cina attraverso il gasdotto Power of Siberia nell’ambito di un contratto bilaterale a lungo termine tra Gazprom e Cnpc: in sette mesi sono aumentate addirittura del 60,9%. In particolare, a luglio, ha spiegato il colosso russo, le consegne hanno regolarmente superato le quantità contrattuali giornaliere, mentre il record storico del volume giornaliero delle esportazioni è stato registrato per tre volte.

Peskov: la Russia può far poco per aiutare con la riparazione del Nord Stream 1

Ed è una storia infinita quella del gasdotto Nord Stream 1 dopo che la scorsa settimana la Russia ha ridotto le forniture di gas attraverso questo gasdotto verso l’Europa, ad appena il 20% della capacità, affermando che una turbina inviata in Canada per la manutenzione non era ancora tornata e che anche altre apparecchiature necessitavano di riparazioni. “La Russia può fare ben poco per contribuire alle riparazioni urgenti necessarie per le apparecchiature del gasdotto Nord Stream 1 mal funzionanti”, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. “Ci sono malfunzionamenti che richiedono riparazioni urgenti e ci sono alcune difficoltà artificiali che sono state causate dalle sanzioni”, ha aggiunto Peskov, sostenendo che questa situazione deve essere risolta e che la Russia “ha una limitata capacità di aiutare”. Affermazioni che agli occhi degli europei sono solo scuse visto che il produttore delle apparecchiature, la tedesca Siemens Energy, ha detto di non aver avuto accesso alle turbine in loco, di non aver ricevuto alcuna segnalazione di danni da Gazprom e di dover quindi presumere che le turbine funzionassero normalmente.

In Italia nuovo metodo di definizione del prezzo per il mercato tutelato, Citi vede un rimbalzo di Enel e A2A

In Italia, nel frattempo, l’Autorità dell’Energia ha introdotto un nuovo meccanismo per definire il prezzo del gas per i clienti tutelati da ottobre 2022. Le tariffe saranno aggiornate ogni mese anziché ogni trimestre e non si utilizzeranno più come riferimento le quotazioni a termine del mercato all’ingrosso, ma la media dei prezzi effettivi del Psv (Punto di scambio virtuale in Italia) italiano, aumentando la frequenza di aggiornamento del prezzo che diventa mensile, non più trimestrale. Il nuovo metodo, legato alla situazione di emergenza, sarà in vigore fino al termine della tutela gas, a oggi previsto per gennaio 2023. Inoltre, dovrebbe consentire un miglior allineamento della componente materia prima delle tariffe ai reali costi di approvvigionamento gas degli importatori, a beneficio dei consumatori finali. L’obiettivo è rendere il meccanismo tariffario più reattivo alle modifiche dei prezzi del gas nel caso siano introdotti dei cap sui prezzi del gas. L’Arera è anche tornata a chiedere un intervento del governo per ripristinare l’equilibrio fra domanda e offerta di gas e fra le misure che ha proposto ha indicato la riduzione volontaria della domanda gas e l’identificazione di meccanismi per gestire le azioni di emergenza. Si tratta di una novità che ha l’obiettivo di trasmettere il più rapidamente possibile eventuali manovre europee per ridurre il prezzo del gas, secondo Equita Sim.

“La crescita record degli stoccaggi di gas in Italia a luglio, a nostro avviso, aumenta il rischio di un temporaneo eccesso di gas a fine estate in Italia che potrebbe portare a un crollo dei prezzi. Mentre le prospettive di offerta della domanda di gas invernale rimangono rigide, ma non drammatiche, un sollievo a breve termine dei prezzi del gas potrebbe sostenere materialmente il prezzo dei titoli Enel e A2A. I flussi di gas di agosto e i dati sulla domanda potrebbero essere un catalizzatore”, hanno detto gli analisti di Citi, osservando che Enel e A2A hanno ampiamente sottoperformato il settore e il mercato (circa -30% da inizio anno), le utilities regolamentate (piatte in media da inizio anno) e le società rinnovabili (+10%). “Ai prezzi attuali sia Enel sia A2A scontano uno scenario di prolungata pressione sui margini di fornitura e sconvolgimento normativo. Poiché riteniamo che le attuali condizioni di mercato siano temporanee, prevediamo che i servizi di pubblica utilità integrati supereranno significativamente i titoli regolamentati italiani: Terna su cui abbiamo un rating sell e Snam su cui abbiamo sempre un rating sell”, ha previsto Citi, ritenendo che anche senza il flusso di gas russo l’Italia possa attraversare il prossimo inverno se gli impegni per quanto riguarda la fornitura di Gnl e algerino verranno rispettati e il Paese riuscirà a ridurre la domanda del 7%. (riproduzione riservata)

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