Greggio, rimbalza dopo essere sceso sotto i 100 dollari ieri

LONDRA (Reuters) – I prezzi del petrolio rimbalzano, dopo essere scesi ieri sotto i 100 dollari al barile per la prima volta da aprile, ma i guadagni restano limitati dai dati Usa che mostrano un aumento delle scorte e dalla cautela in attesa dell’inflazione negli Stati Uniti, prevista nel primo pomeriggio.

Nonostante un mercato fisico del petrolio poco volatile, gli investitori vendono i futures sui timori che un rialzo aggressivo dei tassi per arginare l’inflazione possa rallentare la crescita economica e colpire la domanda di petrolio. Nella seduta di ieri i prezzi sono scesi di oltre il 7% in un contesto di scambi volatili.

Alle 10,36 il Brent guadagna l’1,18%, a 100,66 dollari al barile. I futures sul greggio Usa guadagnano l’1,16 %, a 96,91 dollari al barile.

Il Brent è in forte calo da quando ha toccato i 139 dollari a marzo, vicino al massimo storico raggiunto nel 2008. Le rinnovate limitazioni al Covid-19 in Cina hanno pesato sul mercato questa settimana.

L’attenzione sarà rivolta all’ultimo rapporto sull’offerta statunitense dell’Energy information administration. [EIA/S]

Il mercato guarda anche alla visita del presidente degli Stati Uniti Joe Biden in Medio Oriente. Ci si attende infatti che Biden chieda all’Arabia Saudita e agli altri produttori del Golfo di aumentare la produzione di petrolio per contribuire a stabilizzare i prezzi.

(Tradotto da Luca Fratangelo, editing Claudia Cristoferi)

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