Cina, Pmi manifatturiero in deciso calo, sale la disoccupazione. Borse asiatiche in rosso

L’Asia termina la settimana in rosso (Nikkei -2,2%) dopo la terribile sessione di Wall Street, complici i dati grigi cinesi, con il Pmi manifatturiero di settembre in decisa contrazione. Le imprese hanno ridotto l’attività di acquisto e di scorte. Futures in rosso

L’Asia termina la settimana in rosso dopo la terribile sessione di Wall Street, con il Nasdaq che ha chiuso in ribasso del 2,8% e l’S&P 500 del 2,11% (ma durante le contrattazioni l’indice tecnologico aveva sfiorato il -4%). Alle ore 7:10 italiane il Nikkei cede il 2,24%, l’Hang Seng è sotto la parità e Shanghai perde lo 0,2%. L’oro sale dello 0,2% a 1.672 dollari per oncia, il petrolio Wti americano cede lo 0,4% a 80,90 dollari il barile.

Le maggiori valute perdono leggermente contro il dollaro, l’euro passa di mano a 0,9811, lo yen a 144,56, la sterlina a 1,1120. Il T bond Usa decennale rende  il 3,78%, stabile rispetto alla chiusura di Wall Street, mentre i futures sulla borsa borsa americana sono sotto la parità. 

Cina, Pmi manifatturiero in decisa contrazione

A questo si aggiunga che le imprese hanno ridotto l’attività di acquisto e di scorte, mentre l’occupazione è diminuita portandosi ai livelli di 2020. Sul lato dei costi, i prezzi (di input) sono calati al tasso più elevato da gennaio 2016 a causa della discesa delle materie prime e i prezzi della produzione sono diminuiti ai massimi da dicembre 2015.

Infine, il sentiment ha toccato il minimo da novembre 2019 a causa delle preoccupazioni per i ripetuti focolai da Covid e le misure di contenimento prolungate. “Attualmente, l’attuazione delle politiche dovrebbe concentrarsi sulla promozione dell’occupazione, sulla concessione di sussidi, sull’aumento della domanda e sulla promozione della fiducia del mercato inviando segnali politici”, ha spiegato il dottor Wang Zhe, economista senior di Caixin Insight che ha effettuato l’elaborazione. 

Per contro,  il Pmi manifatturiero ufficiale NBS pubbicato dal governo a settembre (fa riferimento soprattutto alle grandi imprese statali, mentre il Pmi di Caixin si concentra sulle aziende private) è aumentato a 50,1 a settembre 2022 da 49,4 del mese precedente, superando le previsioni di mercato di 49,6. Questa è stata la prima espansione registrata da giugno, tra una serie di pacchetti di incentivi da parte del governo e un allentamento delle restrizioni sul Covid in alcune città. 

In calo il Pmi servizi ufficiale della Cina, si allungano i tempi di consegna

Il Pmi servizi ufficiale NBS della Cina relativo a settembre è sceso ai minimi degli ultimi quattro mesi di 50,6 a settembre 2022 da 52,6 del mese prima, riflettendo l’impatto del clima caldo e delle misure anti-Covid. Sia i nuovi ordini (43,1 contro 49,8 di agosto) che l’export (46,0 contro 48,9) sono diminuiti per il terzo mese consecutivo e a un ritmo molto più forte mentre l’occupazione ha continuato a sua volta a calare (46,6 contro 46,8).

Nel frattempo, i tempi di consegna dei fornitori si sono allungati ai massimi degli ultimi quattro mesi (48,7 contro 49,7 del mese precedente). I prezzi alla produzione sono scesi per il sesto mese consecutivo (48,2 vs 47,6). Infine, la fiducia è calata ai minimi degli ultimi quattro mesi (57,1 contro 58,4). (riproduzione riservata)

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