Borsa, male Hong Kong con il ritorno dei lockdown in Cina. Lo yen non recupera dal minimo degli ultimi 24 anni

Il recupero di Wall Street nella seconda parte della seduta risolleva solo in parte l’umore dei mercati asiatici. Nikkei piatto, meglio il Kospi e Shanghai. Oro poco sopra 1.700 dollari l’oncia, recupera il petrolio

Il recupero di Wall Street nella seconda parte della seduta (il Dow Jones ha guadagnato lo 0,45% e l’S&P 500 lo 0,36%. Future -0,12% e -0,07%, rispettivamente) risolleva solo in parte l’umore dei mercati asiatici. L’indice Nikkei della Borsa del Giappone è piatto a 27.661 punti, recuperando le perdite del 1° settembre, con i titoli dei produttori di strumenti di precisione in rialzo: Hoya e Olympus si apprezzano dell’1,1% ciascuno. 

Nikkei piatto, meglio il Kospi

Il Kospi, l’indice di riferimento della Borsa della Corea del Sud, guadagna lo 0,34%, guidato dai titoli del settore automobilistico e delle batterie per veicoli elettrici. I dati che mostrano un aumento delle vendite di veicoli da parte delle case automobilistiche locali hanno rafforzato il sentiment degli investitori. Le case automobilistiche Hyundai Motor e Kia salgono, rispettivamente, del 3,3% e del 2,4% dopo aver comunicato che le vendite totali di veicoli nel mese di agosto sono aumentate rispetto all’anno precedente a livello globale. Il fornitore di componenti per auto, Mando, avanza del 2,5% e il produttore di pneumatici, Nexen Tire, balza del 6%. Mentre il produttore di batterie per veicoli elettrici, LG Energy Solution, guada gna l’1,1%. Il peso massimo dell’indice, Samsung Electronics, si limita a un progresso dello 0,1%.

Il lockdown nella città cinese di Chengdu pesa su Hong Kong, non su Shanghai

Viceversa, l’indice Hang Seng di Hong Kong registra un calo dello 0,68%. La notizia di un lockdown nella città cinese di Chengdu pesa ancora sul sentiment in quanto ha sollevato le preoccupazioni sui costi economici delle rigide politiche pandemiche del Paese, ha dichiarato Charu Chanana, strategist di Saxo Capital Markets. Tra i titoli in ribasso figurano quelli legati al settore immobiliare, con China Resources Land in calo del 2,2% e Country Garden Services Holdings del 2,3%. Tra gli altri, in flessione anche China Mengniu Dairy (-1%). Meglio l’indice Shanghai Composite, in rialzo dello 0,2%, e lo Shenzhen Composite dello 0,6%. “Anche altre grandi città, tra cui Shenzhen e Dalian, hanno aumentato le restrizioni sul Covid-19, rafforzando la convinzione di una crescita economica più bassa e più a lungo termine della Cina”, ha affermato Yeap Jun Rong, strategist di IG.

Yen ancora in calo sul dollaro

I movimenti dello yen sono tenuti sotto stretta osservazione dopo che la valuta ha raggiunto il minimo degli ultimi 24 anni rispetto al biglietto verde. Gli investitori si aspettano che il divario dei tassi d’interesse tra il Giappone e gli Stati Uniti si allarghi, dato che la BoJ rimane impegnata nella sua politica monetaria ultra-allentata, mentre la Fed statunitense segnala ulteriori aumenti dei tassi, ha dichiarato Keiya Matsuda, responsabile delle vendite presso Tachibana Securities a Hong Kong. La coppia dollaro/yen si attesta a 140,308 (+0,09%). Mentre il cross dollaro/yuan passa di mano a 6,90 (-0,07%). Gli operatori di mercato si aspettano che la politica zero-Covid venga revocata subito dopo il congresso del partito a ottobre. “Se queste aspettative non saranno soddisfatte, il cambio dollaro/yuan potrebbe superare quota 7,00, indebolendo anche le valute delle materie prime”, ha detto un trader.

Oro poco sopra 1.700 dollari l’oncia, recupera il petrolio

Il prezzo dell’oro si è stabilizzato a 1.710 dollari l’oncia (+0,06%), dopo essere sceso durante la notte sulle aspettative che la Fed americana probabilmente manterrà i tassi di interesse più alti più a lungo. Gli investitori terranno d’occhio l’imminente rapporto sui salari degli Stati Uniti. Invece, i prezzi del petrolio aumentano, recuperando dal livello più basso delle ultime due settimane toccato nella notte. La Cina rimane un fattore critico per le prospettive della domanda di greggio. “Il petrolio sembra molto vulnerabile in questo momento, dato che il rischio di ulteriori chiusure cinesi aumenta e il re dollaro potrebbe essere pronto per un’altra corsa importante”, ha affermato Edward Moya. Il Wti sale dell’1,96% a 88,31 dollari al barile e il Brent dell’1,98% a 94,19 dollari al barile. (riproduzione riservata)

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