Powell il falco scuote Wall Street, Nasdaq -3,9%

Stavolta i mercati hanno capito che la Fed punta ad abbassare l’inflazione anche a costo di provocare una recessione. Dow Jones -3%

La Federal Reserve deve continuare ad aumentare i tassi e mantenerli a un livello più alto fino a quando non sarà sicura che l’inflazione sia sotto controllo. Questo il succo dell’attesissimodiscorso del presidente della Fed Jerome Powell al simposio di Jackson Hole, Wyoming. Un Powell con le penne da falco (siamo in terrorio indiano, degli Shoshone e degli Arapaho) e Wall Street si è subito adeguata: il Dow Jones ha chiuso in ribasso del 3%, il Nasdaq del 3,9% e lo S&P500 del 3,4%. Mentre l’euro ha perso lo 0,1% sul dollaro a 0,9963. E il bitcoin ha ceduto il 4,3% a 20.684 dollari. Giù anche l’oro (-1,3% a 1.749 dollari). Il rendimento del T-Bond decennale si è invece impennato al 3,085% per poi ritornare al 3,035%, quasi invariato rispetto al giorno precedente.

Parole da falco

“Tassi di interesse più elevati, crescita più lenta e condizioni del mercato del lavoro più morbide ridurranno l’inflazione ma porteranno anche un po’ di sofferenza alle famiglie e alle imprese”, ha dichiarato Powell. “Questi sono gli sfortunati costi della riduzione dell’inflazione. Ma il mancato ripristino della stabilità dei prezzi significherebbe un dolore molto maggiore”. 

I commenti degli analisti al discorso di Powell

Secondo Morgane Delledonne, capo della strategia degli investimenti in Europa di Global X, “la priorità della Fed è chiara: riportare l’inflazione al 2% anche a costo di rallentare l’economia. Questo è un messaggio da falco. La Fed vede la maggior parte dei rischi nel frenare prematuramente l’inasprimento e si impegna a tenere sotto controllo l’inflazione. Mi aspetto continui aumenti di 75 punti base fino a quando ciò non accadrà. Continuo inoltre ad aspettarmi che il dollaro si stabilizzi rispetto ad altre valute poiché è probabile che anche altre banche centrali rafforzino le loro azioni e comunicazioni per combattere l’inflazione.”

Luke Bartholomew, senior economist di abrdn, ha osservato che “a giudicare dalla reazione dei mercati, Powell si è spinto oltre le aspettative nel sottolineare l’intento della Fed di combattere l’inflazione. Pur riconoscendo che questo processo comporterà una certa sofferenza economica, riteniamo che la Fed, e di fatto i mercati, siano troppo ottimisti sul grado di rallentamento economico necessario per riequilibrare l’economia. È chiaro che la Fed è più restia a parlare di rischi di recessione di quanto non lo sia stata la Banca d’Inghilterra, ma continuiamo a ritenere che questo ciclo di inasprimento porterà alla fine a questo risultato”. (riproduzione riservata)

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