Prezzi in rialzo, scarsità offerta torna sotto riflettori

LONDRA (Reuters) – Il petrolio guadagna 1 dollaro al barile, con la scarsità dell’offerta che è tornata al centro dell’attenzione dopo che l’Arabia Saudita ha lanciato l’idea di tagli alla produzione da parte dell’Opec+ per sostenere i prezzi e sulla prospettiva di un calo delle scorte di greggio negli Stati Uniti.

Intorno alle 10,45 il Brent guadagna 99 centesimi, o l’1,02 %, a 97,5 dollari al barile. Il greggio statunitense West Texas Intermediate sale di 1,26 dollari, pari all’1,4%, a 91,62 dollari.

Il ministro dell’energia saudita ha detto che l’Opec+ ha i mezzi per affrontare le prossime sfide, compreso il taglio della produzione, secondo quanto detto ieri dall’agenzia di stampa statale Spa, che ha citato i commenti rilasciati da Abdulaziz bin Salman a Bloomberg in un’intervista.

Sebbene il prezzo dei futures del Brent sia sceso bruscamente dai massimi di quest’anno, la struttura del mercato e i differenziali di prezzo nel mercato fisico del petrolio indicano ancora una limitazione dell’offerta.

Nei commenti riportati ieri, il ministro saudita ha affermato che il mercato cartaceo e quello fisico del petrolio sono diventati “scollegati”.

A sottolineare la ristrettezza dell’offerta, gli ultimi dati settimanali sulle scorte statunitensi dovrebbero mostrare un calo di 1,5 milioni di barili nelle scorte di greggio. Il primo dei due report di questa settimana sarà pubblicato alle 22.30 italiane dall’American Petroleum Institute.

(Tradotto da Chiara Scarciglia, editing Sabina Suzzi)

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